A scuola di legalita'

 

I ragazzi del Liceo dopo aver partecipato all'incontro su legalità e giustizia, presso il salone della giustizia, hanno deciso di raccontare le loro inmpressioni e di pubblicarle sul sito della scuola. 

 

 

 

 

"I GIOVANI E LE ISTITUZIONI: UN PATTO PER LA LEGALITA'"

(presso Fiera di Rimini, Il salone della giustizia)  

La conferenza dal titolo “I giovani e le istituzioni: un patto per la legalità” si svolge venerdì 3 dicembre alle ore 11:00 presso la Fiera di Rimini. La sala Neri, che accoglie l’evento, ospita un maxischermo incorniciato ai lati da due gigantografie: i volti sorridenti di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. La sala è gremita di studenti provenienti dalle scuole di tutta Italia: Rimini, Novara, Vignola, Enna, Palermo. Nonostante le età e gli accenti diversi, i giovani sono accomunati da un importante simbolo: una sciarpa rossa e blu recante la scritta Ultras della legalità.  Gli studenti dimostrano un profondo interesse per l’argomento della conferenza. Molti di loro, infatti, non si limitano ad ascoltare gli interventi che si succedono nel corso del convegno, ricoprendo il ruolo di semplici spettatori passivi dell’evento, al contrario, sono i veri attori della manifestazione. Un ragazzo, ad esempio, lancia una proposta interessante: che il prossimo anno la sciarpa della legalità non sia più rossa e blu ma porti i colori della bandiera italiana perché “tutto il Paese deve essere in prima linea contro la criminalità organizzata”. Il programma della conferenza prevede diversi interventi. Il primo a prendere la parola è il presidente della Commissione giustizia del Senato, il senatore Filippo Berselli, che ricorda l’iniziativa promossa dal Ministero della Pubblica Istruzione e dalla Fondazione Giovanni e Francesca Falcone, “La nave della legalità”. Da diciassette anni una grande nave parte, ogni 23 maggio, dal porto di Civitavecchia per approdare a quello di Palermo dove scendono centinaia di studenti provenienti da tutte le scuole d’Italia per commemorare la morte di Giovanni Falcone.Dopo il senatore Berselli interviene Marcello Limina, Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale dell’Emilia Romagna, che definisce la scuola “una palestra di vita e di legalità, di civile e democratica convivenza”, in grado di riprodurre le regole della democrazia come ad esempio il rispetto delle istituzioni. Segue un momento molto commovente in cui uno studente di Palermo legge una lettera, pubblicata su un quotidiano locale siciliano, scritta dai figli di un boss mafioso. Nel testo i due ragazzi chiedono scusa ai cittadini Mazaresi per gli atti criminali compiuti dal padre. Il testo della lettera è un invito a rompere il muro dell’omertà e termina così: “Grazie Paolo, Grazie Giovanni: gli unici uomini d’onore che riconosciamo”.  Dopodiché la platea assiste alla proiezione di un filmato, già presentato al Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano, nel maggio 2009 nell’aula Bunker di Palermo, in occasione dell’evento La nave della legalità. Il video, con immagini e parole molto intense, racconta la vita del magistrato Giovanni Falcone dagli inizi della sua carriera fino alla strage di Capaci. Vengono citate le sue definizioni di “mafia” e “uomo d’onore” e viene ricordata la sua celebre affermazione: “Gli uomini passano, le idee restano. Ognuno deve fare la sua parte, piccola o grande che sia affinché certi errori non si ripetano ”.  Le immagini del filmato più significative sono quelle che inquadrano i tanti studenti italiani che, manifestando per le strade di Palermo, partecipano all’iniziativa la “Nave della legalità”. Le frasi scritte sui loro striscioni come ” Si può spezzare un fiore ma non si può impedire una primavera” hanno una tale forza da creare in tutta la sala un momento d’intensa emozione. Terminata la proiezione del video, i bambini di una scuola elementare di Vignola recitano una simpatica e divertente filastrocca dal titolo “La signora Costi”, un omaggio alla Costituzione Italiana. Subito dopo, la platea assiste ad un’altra breve proiezione: “Il viaggio della legalità”, una sorta di videocronaca del viaggio in nave degli studenti partiti da Viterbo, Napoli e Milano il 23 maggio 2009 e  giunti tutti insieme nel porto di Palermo per ricordare la strage di Capaci.  I “viaggiatori” vengono calorosamente accolti dagli studenti siciliani, lungo la banchina del porto di Palermo, con danze e coreografie. Le immagini del video continuano a scorrere e si soffermano sulle lettere, i messaggi e le foto che i tanti studenti hanno il piacere e l’onore di lasciare sugli alberi dedicati a Falcone e Borsellino piantati nella città di Palermo. Molti giovani visitano anche l’aula Bunker in cui si svolse il celebre maxiprocesso. L’intensa mattinata termina con l’arrivo e l’intervento, forse il più atteso, di Maria Falcone, sorella del magistrato e Presidente della Fondazione Giovani e Francesca Falcone. Maria Falcone da ben diciassette anni diffonde per le scuole, non solo d’Italia ma di tutto il mondo, l’idea di giustizia che aveva suo fratello: “la mafia si vince non solo con la repressione ma anche e soprattutto con la risposta della società civile, attraverso la creazione di una società diversa”. Maria Falcone, durante il suo intervento, invita i giovani in sala a creare una società in cui esistano legalità e onestà, voglia di non sottomettersi alle pressioni di una società criminale e inquinata. Ricorda che Giovanni e Paolo non sarebbero diventati magistrati anti-mafia se non avessero creduto in determinati valori, primo fra tutti “il senso dello Stato”che significa “credere nella nostra realtà italiana e difendere lo Stato Italiano”.Evidenzia con voce commossa  l’importanza di desiderare uno Stato più pulito e limpido in cui esiste il rispetto dell’altro e dove il lavoro dei giovani non è inquinato dalla mafia, “perché la criminalità organizzata non è solamente un problema del sud ma dell’Italia e del mondo. Giovanni lo definiva un problema transazionale”.  L’intervento si conclude con parole piene di ottimismo: “La giornata della memoria che si svolge ogni 23 maggio a Palermo da triste si è trasformata in momento di gioia, il momento in cui una società ritrova i valori della legalità”.    

Elisabetta Fabbri

 

"A SCUOLA DI LEGALITA’"

In occasione del 2° salone della giustizia, tenuto alla fiera di Rimini dal 2 al 5 dicembre 2010, il nostro Liceo ha ricevuto l’invito a partecipare agli incontri, riservati ai giovani, inerenti ai temi della legalità, della sicurezza e della giustizia. Inoltre, il nostro Istituto è stato selezionato, insieme ad altre scuole di Rimini, Forlì-Cesena e Ravenna, a presentare le proprie esperienze didattiche in merito ai temi proposti.Oltre ad avere l’occasione di assistere a dibattiti, tavole rotonde e simulazioni di udienze a cui hanno preso parte ministri, giuristi, giornalisti, magistrati, i ragazzi hanno anche potuto mostrare con fierezza e soddisfazione quanto i temi della legalità e della sicurezza siano elementi costitutivi della nostra scuola.Prima ancora di rappresentare un itinerario didattico, corredato di iniziative e progetti, la cultura della legalità rappresenta un progetto educativo, basilare nei rapporti tra le persone e con l’ambiente scolastico. Tra i primi articoli delle norme scolastiche tratte dallo Statuto degli studenti figurano ad esempio la frequenza regolare, la puntualità in classe, il rispetto nei confronti degli altri, elementi finalizzati a rendere la scuola luogo di formazione ed educazione dove sviluppare una coscienza critica e civile.Un gruppetto rappresentativo di quattro studenti ha presentato con encomiabile disinvoltura il percorso didattico svolto nei 5 anni del Liceo, sia attraverso specifici insegnamenti, sia attraverso l’attuazione di progetti volti a sensibilizzare i giovani su temi importanti e utili per la convivenza civile.Si è parlato ad esempio del corso organizzato per i ragazzi del biennio in collaborazione con la polizia municipale per il conseguimento del patentino o dell’opera di educazione alla sicurezza stradale rivolta anche ai più grandi con l’obiettivo di sviluppare un’autonoma capacità di giudizio e un’assunzione di responsabilità nei confronti di sé e degli altri.Altro tema di estrema attualità riguarda l’uso consapevole di Internet e la legalità nel mondo delle nuove tecnologie, a proposito del quale la nostra scuola organizza incontri, riservati ad alunni e genitori, in collaborazione con gli insegnanti di informatica e la polizia delle comunicazioni. Anche in questo campo la conoscenza e il rispetto di alcune regole semplici, ma fondamentali, diviene essenziale per evitare rischi inutili e spiacevoli sorprese.I ragazzi hanno anche affrontato argomenti che rappresentano vere e proprie emergenze tra i giovani come il tabagismo, l’alcolismo e l’uso di droghe, problemi rispetto ai quali la scuola si impegna a garantire in primo luogo informazione, quindi ad educare al rispetto per la vita propria e altrui. L’itinerario proposto vede sempre il coinvolgimento di più insegnanti e discipline e viene svolto sia attraverso l’inserimento di questi argomenti nei programmi tradizionali, ad esempio la corretta gestione del denaro all’interno dello studio del diritto, oppure attraverso iniziative e progetti.Tra questi ricordiamo la partecipazione, lo scorso anno, al concorso “Regoliamoci” con un progetto dal titolo “Diritti e rovesci”, volto a maturare maggior consapevolezza intorno a temi come l’uguaglianza dei cittadini, la libertà di pensiero e altri diritti fondamentali dei cittadini. Una componente importante a livello educativo riguarda anche l’etica nello sport, tema che si affronta attraverso l’incontro con medici sportivi o con esperti che mostrano rischi e danni connessi all’illegalità.Il messaggio che abbiamo voluto lasciare contiene un profondo valore a livello educativo: “La vita è come uno sport di squadra: si vince o si perde tutti”.Dunque crescere nella cultura della legalità e della sicurezza, rappresenta la giusta chiave per una pacifica convivenza civile.