Liceo: giornata della Giustizia 2013

 

 

Da tre anni noi studenti del Liceo della Comunicazione siamo  protagonisti nella giornata della Legalità.

 

 

Sabato 26 ottobre noi ragazzi di 3B assieme ad altre classi, accompagnati dalle professoresse Calisti e Albini, siamo andati al Palazzo della giustizia per assistere a una simulazione di processi civili e penali. Nonostante il fatto che di sabato la nostra scuola è chiusa, ci sono state molte presenze. Una volta arrivati al Palazzo della giustizia siamo stati accolti, scuola per scuola, dagli avvocati e giudici che ci hanno illustrato i temi e processi a cui avremmo assistito.

Siccome a questa manifestazione erano invitate tutte le scuole di Rimini che hanno la materia “diritto”, siamo stati divisi in gruppi per assistere alle varie attività. La prima simulazione di processo a cui abbiamo preso parte è stata quella in materia civile. I protagonisti erano una ragazza appena laureata con il massimo dei voti e un ricercatore, più anziano di lei, dell’università. I due conoscendosi hanno iniziato a frequentarsi, fino ad arrivare alla convivenza. Nel frattempo alla ragazza è stato proposto di lavorare per il professore.

Dopo qualche mese la loro relazione termina per volere di entrambi, nonostante l’uomo non fosse pienamente d’accordo. Per questo motivo quest’ultimo pubblica nel gruppo facebook dell’università delle foto che ritraggono la ragazza in situazioni casalinghe e le commenta dicendo che i lavori di casa sono la massima ambizione della sua ex fidanzata. In questo gruppo è iscritto anche il professore che decide di revocare l’incarico alla ragazza. Questo è il movente che porta la donna a rivolgersi a un avvocato. Il finale della storia ci viene mostrato sia da un punto di vista di mediazione, che di vero e proprio processo civile. Nella mediazione i due trovano un accordo, prima di rivolgersi a un giudice, che prevede un risarcimento in denaro da parte dell’uomo e la possibilità per la ragazza di riprendere il lavoro. Nel caso del processo civile, a cui partecipa anche il professore, la ragazza riceve un risarcimento in denaro più elevato sia per la perdita del lavoro sia per danni psico-fisici.

La seconda simulazione di processo a cui abbiamo assistito è stata quella in materia penale. Le persone coinvolte sono una professoressa e un bidello, che svolgono la loro attività lavorativa nella stessa scuola. La professoressa, che era appena stata trasferita, ha scoperto che il bidello vende panini all’interno del bagno della scuola. Per questo motivo si rivolge alla preside, lamentandosi dello scarso igiene. Il bidello ne viene a conoscenza e pubblica su facebook delle frasi offensive sul conto della professoressa. Gli alunni rivelano alla professoressa le offese che il bidello le ha attribuito.In conclusione il bidello riceve una pena pecuniaria, che viene dimezzata per la sua buona condotta avuta negli anni passati. Nel processo penale è presente anche una forza dell’ordine per mantenere la calma dell’imputato, ciò che invece non accade nel processo civile.

Finto il secondo processo abbiamo avuto venti minuti di pausa, nei quali ci è stata offerta “la merenda” dagli organizzatori dell’evento. L’ultimo processo che ci è stato proposto è quello riguardante la procedura di divorzio. Gli interessati sono due coniugi. L’uomo è un imprenditore che viaggia molto per lavoro e quindi non passa molto tempo in famiglia. La donna è una casalinga molto legata ai propri figli per la mancanza del marito. I due decidono di chiedere il divorzio per vari motivi. Il marito perché afferma che la donna era diventata ossessiva e l’accusa di non prendersi più cura dei bambini perché frequenta un corso di ballo. La moglie replica accusando il marito di averla tradita. Entrambi vogliono l’affidamento esclusivo dei figli, e la moglie pretende un assegno di mantenimento. Durante questo processo sono stati coinvolti due ragazzi della nostra scuola, che hanno interpretato due giudici. Presenza importante è stata quella dello psicologo, che ci ha fatto riflettere secondo vari punti di vista e ci ha posto delle domande personali sull’argomento. Il processo si è concluso con l’affidamento congiunto e la madre ha ottenuto un assegno di mantenimento temporaneo, che sarebbe durato fino al momento in cui non avesse trovato un lavoro.

In conclusione possiamo affermare che questa esperienza si è rivelata molto interessante perché ci ha permesso di avvicinarci alla realtà dei processi e del lavoro degli avvocati e dei giudici. Un grazie alla Presidente del Tribunale e a tutti gli operatori che ci hanno dato la opportunità di fare questa esperienza. Saremmo molto contenti di avere la possibilità di partecipare a un evento di questo tipo anche il prossimo anno.

Sappiamo con certezza che anche gli organizzatori, soprattutto il Presidente, sarebbero felici di rivederci alla prossima giornata mondiale della giustizia, in quanto ci hanno lodato per il comportamento e la partecipazione numerosa nonostante fosse un giorno festivo.

Elisa e Benedetta, 3B

 

 

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